Cover Solarolo

Solarolo è un borgo medioevale situato a 10 km dalla Via Emilia, una strada che conosciamo molto bene, dato che attraversa molti dei comuni della nostra Terra Comune. Le prime testimonianze di civiltà a Solarolo risalgono all’età del bronzo e, a questi resti, ne subentrarono altri fino ad arrivare alla colonizzazione dei romani.

 

Nel sito archeologico di Via Ordiere, tra i più importanti ed estesi della Romagna, si può vedere la testimonianza del passaggio di queste civiltà. Il toponimo della città, che compare in alcuni documenti risalenti all’epoca medioevale con il nome di “Solariolo”, è un diminutivo del termine latino SOLARIUM, che significa “casa con terrazzo, luogo soleggiato”.

 

La storia di questo paese è strettamente collegata al comune vicino di Castel Bolognese, entrambi sono infatti protagonisti di molte vicende economiche, politiche e civili dovute, in buona parte, alla collocazione tra Faenza e la rivale Imola, che ha assicurato ai due borghi un vivace susseguirsi di episodi storici e culturali.

 

Girando per il centro del piccolo borgo romagnolo è facile notare le tracce lasciate dai resti archeologici di epoche diverse, come le mura medievali che cingevano il piccolo borgo oppure le affascinati e caratteristiche abitazioni ottocentesche.

Nel cuore nevralgico del paese, Piazza Gonzaga, troviamo i resti dell’antica Rocca di Solarolo che è stata ricostruita totalmente nel dopoguerra sul modello originario e conserva ancora lo stemma della casata dei Gonzaga che, all’epoca, dominava queste terre. Successivamente all’apertura di un’altra Rocca sul versante Est (levante), la Rocca di Solarolo fu rinominata "Porta di Ponente", per poi essere abbattuta nella seconda metà del 1800 e sostituita da una Porta con due torrette. Nella stessa piazza, a pochi passi dalla porta, si trova la nostra filiale che da anni è al servizio della città di Solarolo e della sua comunità.

 

Fuori dal centro, circondata dalla brumosa pianura, si trova l’eterno edificio che caratterizza l’entrata di questa piccola città: Il Santuario della Madonna della Salute che è stato realizzato tra il 1731 e il 1736 su disegno del faentino Carlo Cesare Scaletta.  Il Santuario, progettato da Scaletta con base centrale di forma ottagonale e con quattro cappelle, si presenta con uno stile privo di decorazioni, molto presente nelle chiese dell’epoca.

 

Lo spirito popolare di questi luoghi rinasce attraverso le feste, come quella dell’Ascensione, tra le più antiche della Romagna, le musiche e i “mangiari” romagnoli più tipici che vengono tramandati di generazione in generazione. Lo stesso spirito popolare che anche noi cerchiamo di far rivivere attraverso le immagini e i racconti del nostro territorio.

 

 

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